Il reato punisce con la pena della reclusione militare da sei mesi a tre anni, la condotta posta in essere dal militare, che, con artifici o raggiri, inducendo taluno in errore, procuri a sé o ad altri un ingiusto profitto con danno di altro militare La pena della reclusione militare è più alta, da uno a cinque anni, quando il fatto sia commesso a danno dell’amministrazione militare o col pretesto di fare esonerare taluno dal servizio militare oppure se il fatto sia commesso ingenerando nella persona offesa il timore di un pericolo immaginario o l’erroneo convincimento di dover eseguire un ordine dell’Autorità.
Ogni processo ha le proprie peculiarità, tuttavia molteplici sono gli aspetti da esaminare sotto il profilo difensivo (ad es. natura del danno, idoneità degli artifici e raggiri a trarre in inganno o nelle ipotesi di attività extraprofessionali non autorizzate, collocamento della condotta nell’orario di servizio).